Gli ultimi tre mesi in Serbia hanno visto una partecipazione massiccia alle proteste di piazza. Proteste che purtroppo non hanno escluso l’uso della forza. Il paese è in crisi profonda e l’autunno rischia di essere più caldo dell’estate appena conclusa
Mentre la situazione politica in Serbia continua ad essere esplosiva, la pubblicazione di una controversa conversazione privata evidenzia il tentativo di mettere il bavaglio ai pochi media che nel paese continuano a tenere una linea critica nei confronti del governo di Belgrado
Dopo mesi di proteste di piazza, la magistratura serba ha ordinato undici arresti eccellenti per la tragedia della stazione di Novi Sad, che ha provocato quindici vittime. Una decisione che ha suscitato la reazione stizzita dell'establishment e dei media pro-governativi serbi
Trent’anni dopo Srebrenica in Serbia regna un clima tutt’altro che commemorativo. Per la leadership serba tutte le parti coinvolte nel conflitto hanno commesso crimini, e tutti e nessuno sono responsabili. Una posizione vicina a quella di Slobodan Milošević dopo la guerra
In Serbia la commissione per i media elettronici (REM) ha un ruolo fondamentale nel regolare il settore e la libertà di espressione, ma è strettamente controllata dal governo. Gli studenti in piazza lottano perché i suoi membri siano super partes e vengano eletti in modo trasparente
Una serie di rapporti di Amnesty International denuncia “la prigione digitale” serba, un’ampia campagna di sorveglianza contro i giornalisti e la società civile. Jelena Sesar, ricercatrice di Amnesty International, ci porta all’interno di questa prigione
La manifestazione oceanica di sabato 15 marzo a Belgrado è stata a più riprese ostacolata, con autobus soppressi, treni cancellati e gruppi di finti studenti "che vogliono tornare in aula" appoggiati dai veterani dei famigerati berretti rossi
Non si placano le proteste degli studenti in Serbia. Il primo marzo si sono radunati a Niš, nella Serbia sudorientale, da lì hanno emanato un “Editto degli studenti” che riportiamo qui nella traduzione integrale
In Serbia continuano la mobilitazione e le proteste popolari contro la corruzione e per la giustizia per le vittime del crollo della tettoia della stazione a Novi Sad. Un resoconto dettagliato degli ultimi giorni
A vent'anni dall'inizio dei processi per i crimini di guerra commessi durante le guerre nell'ex Jugoslavia, il bilancio della giustizia resta molto lontano dalle speranze della vigilia. Tali reati non cadono in prescrizione, ma il rischio è che cadano nel dimenticatoio
In Serbia, la testata investigativa KRIK è bersaglio di numerose molestie legali. Per contrastarle, la redazione ha sviluppato strategie basate sulla solidarietà della società civile, la denuncia pubblica ed il monitoraggio dei processi
L'ex generale dell'esercito serbo bosniaco Radislav Krstić, che sta scontando 35 anni di carcere per il suo ruolo nel genocidio di Srebrenica, ammette le sue responsabilità in una lettera a supporto della richiesta di scarcerazione anticipata. Reazioni divise in Bosnia Erzegovina e Serbia
Il primo novembre la tettoia della stazione di Novi Sad - recentemente ricostruita da ditte cinesi - è crollata provocando 14 morti e decine di feriti. Migliaia di cittadini sono scesi in piazza, dando vita a proteste anche violente
Le autorità di Belgrado hanno vietato il festival “Mirëdita, dobar dan”, che da anni riunisce artisti e attivisti per i diritti umani provenienti da Kosovo e Serbia: un ulteriore segno dello scivolamento verso un clima sempre più segnato da intolleranza e disprezzo
Per la leadership serba, la recente adozione della Risoluzione dell'Assemblea generale ONU su Srebrenica non era necessaria, e il paese avrebbe già provveduto a processare i responsabili di crimini di guerra. Un'analisi attenta, però, mostra una realtà molto diversa
Giovedì 23 maggio è stata approvata con una maggioranza di 84 voti a favore, 19 contrari e 68 astenuti, più una ventina di paesi che non si sono presentati, la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite su Srebrenica. Riportiamo il clima e le reazioni in Serbia
Il 7 e 8 maggio Belgrado si è coperta di bandiere cinesi per la visita del presidente Xi Jinping. Per la Serbia, è stata l'occasione di firmare accordi economici e dichiarazioni politiche, confermando la Cina come terzo polo della propria politica estera
A venticinque anni dall’assassinio del giornalista Slavko Ćuruvija e nove dall’inizio del processo contro i quattro imputati dell’omicidio, dopo una prima condanna nel 2019 e la ripetizione del processo, lunedì 5 febbraio il Tribunale d’Appello di Belgrado ha assolto gli imputati
Attacchi verbali e gravi minacce nei confronti di due giornalisti di emittenti indipendenti, il portale Cenzolovka e persino una ONG e un giudice del tribunale di Belgrado destano preoccupazione per il clima di sempre più pesante repressione in Serbia
Il presidente della Republika Srpska Milorad Dodik attacca nuovamente l'UE, accusandola di applicare doppi standard alla Bosnia Erzegovina sul percorso di integrazione. Ma sono le stesse iniziative di Dodik, che limitano la libertà di associazione ed espressione, ad allontanare il paese dall'Unione europea